Il destino tragico delle orfanelle nelle fiabe

Il_terzo_incomodo

“Il terzo incomodo”, opera prima di Elena Marinelli, Baldini&Castoldi 2015

Partiamo dal titolo; “Il terzo incomodo” apparirà solo alla fine, è vero, ma sembra anche qualcosa che abbia perseguitato la protagonista per tutta la vita. E’ il caso, il destino, quel granello di sabbia che blocca l’ingranaggio e impedisce alle cose di essere nel modo in cui appaiono. Ma non solo, gli aspetti più immediatamente percepibili – la divinità cieca che sconquassa l’esistenza di una bambina sfortunata, ovviamente orfana – contribuiscono a rendere l’intreccio, ai miei occhi, tipico di una fiaba. C’è la struttura ad anello, una maledizione ciclica che si abbatte su una generazione dopo l’altra, non risparmia nessuno. Insieme ad essa, persiste “un grande, enorme rimosso di cui [Teresa] non capisce le ragioni”: il fatto di non sapere le cose come siano andate, di non avere un ricordo dei momenti tragici, forse. Perché per Terry, i ricordi e la memoria sono un chiodo fisso; quando i suoi genitori sono morti da un po’, lei si sente un mostro perché si accorge di non ricordare niente di loro. E così, esclusa “dal mondo dei coetanei, costruendosi una vita invisibile”, Teresa si rotola, come faceva con mamma e papà, per cercare di stare meglio. In ogni momento difficile lei vorrebbe rotolarsi; sull’asfalto, giù per la collina, non importa. E’ qualcosa che ha a che vedere col ricordo, ma anche col perdono. E’ il suo lavoro, il suo talento, osservare gli oggetti antichi e malmessi e restituirgli vita, qualcosa da raccontare, come quello della nonna, una sarta speciale.

Marinelli_cit

Esempio di metafora “folgorante”, pag. 261, ultimo capitolo.

Un libro dal sapore rustico, ma sofisticato, con similitudini e metafore che rivelano una certa predilezione di Elena Marinelli per le associazioni libere e bizzarre dell’inconscio. Lo consiglio perché è un romanzo d’esordio, uno di quelli che mi fanno invidia, e perché inizia in medias res, come le epopee più meravigliose. Come l’Iliade, per esempio.

Altre recensioni (sicuramente migliori, più utili e oggettive):

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Studentessa di Lettere. Non tollera gli intolleranti.
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