King, i ragazzi ribelli e il grano: genesi di un piccolo capolavoro

Quest’oggi vorrei analizzare gli elementi che hanno reso così fortunato il tema di uno dei primi racconti di Stephen King: “I figli del grano”, contenuto nella prima raccolta dell’orrore dell’autore originario del Maine: “A volte ritornano” (1978). Non voglio svelare la trama, perché la curiosità di chi legge rimanga intatta, mi limiterò a prendere in considerazione alcuni aspetti di come si costruisce un capolavoro in miniatura.

Lo staff del canale di Youtube Italia ParanormalZoneIT ha letto e interpretato a mio avviso in maniera perfetta il racconto: qui il primo video di nove.

Primo aspetto: i bambini. Protagonisti indiscussi degli horror cinematografici del XXI secolo, i bambini – o comunque i ragazzi molto giovani – sono un qualcosa che aggiunge alla trama un’inquietudine particolare, perché macchia e contamina il mondo dell’innocenza con atmosfere oscure, che dovrebbero essergli estranee. Soprattutto, il cucciolo d’uomo, che dovrebbe portare felicità e leggerezza, è spesso e volentieri esso stesso il serial killer, il posseduto, il sadico: un mondo alla rovescia che manifesta la nostra paura e la poca conoscenza che abbiamo di un periodo della nostra vita in cui i nostri canali di interazione come più ricettivi; sarà quindi più facile percepire presenze occulte… Ed è quello che accade qui, al centro di una prosa che non lascia nulla al caso e in cui niente è superfluo; un talento per la scrittura che il diciannovenne Stephen aveva già mostrato nel primo romanzo, ormai fuori catalogo, “Ossessione”.

Secondo aspetto: Ribellione contro i padri, intento di costruire una società migliore. In questo simile a “Il Signore delle mosche” di William Golding, è presente la volontà da parte del gruppo di giovani di costruire una società migliore rispetto a quella dei loro padri. Eppure, come a voler ripetere il topos tragico “le colpe dei genitori ricadono sempre sui figli”, ogni tentativo di riscatto fallirà, se possibile peggiorando ulteriormente la condizione dell’Uomo.

Terzo aspetto: le religioni, aurorali e non. Il tema della religione è stato molto sviluppato dalle pellicole horror – in quel filone che tratta di esorcismo e demoni – e associato a quello dell’infanzia ne aumenta l’efficacia: non è infrequente ricordare le proprie esperienze di catechesi e le prime confessioni, in cui spesso ci veniva chiesto di chiedere perdono per azioni di cui non comprendevamo la negatività. In questo caso, poi, la divinità bestiale denominata “Colui Che Cammina Dietro I Filari” evoca un’umanità antichissima, primitiva, forse cannibale e frequentatrice di riti violenti; ancora una volta, un mondo a noi celato nel tempo. Ma in ogni caso stiamo parlando di una religione monoteista, che si rifà chiaramente all’Antico Testamento, più intransigente e sanguinario del Vangelo; c’è qui il collegamento a tutta una serie di crimini commessi dalla Chiesa nel corso della sua Storia – dai roghi di streghe ai processi ereticali e alla Scienza secentesca, al colpevole silenzio nei primi anni della Shoah.

Children_of_the_Corn_covers

Rispettivamente, il DVD e la locandina dei primi due (di sette) capitoli del serial cinematografico ispirato dal racconto. Gli adattamenti sono poco apprezzati dai cultori del genere, e lo stesso King ha affermato che li considera tra i peggiori tratti da sue opere.

In questo articolo ho sviluppato i punti espressi dalla seguente fonte:
I FIGLI DEL GRANO – La zona morta

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Studentessa di Lettere. Non tollera gli intolleranti.
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3 risposte a King, i ragazzi ribelli e il grano: genesi di un piccolo capolavoro

  1. wwayne ha detto:

    Rieccomi! Il mio libro preferito di Stephen King è questo: https://wwayne.wordpress.com/2014/04/18/misteri-e-segreti/. L’hai letto?

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